
Siamo abituati a pensare alla Cina come ad un Paese instancabile, in cui il lavoro (ed il profitto) viene sempre prima di tutto e non si ferma mai.
Perché “i Cinesi, pur di guadagnare, si venderebbero anche la mamma”, come diceva scherzando (ma non troppo) una mia cara amica!
Ma c’è un momento dell’anno in cui queste considerazioni non valgono. Un periodo anche abbastanza lungo(16 giorni, per la precisione) in cui tutto si ferma, aziende, fabbriche, ed anche molti negozi e ristoranti.
Sto parlando di Chunjie, la Festa di Primavera. Forse meglio conosciuta come Capodanno Cinese.
Essendo il calendario cinese su base lunare, la data di inizio varia continuamente e stavolta cade il 12 febbraio, giorno in cui secondo l’oroscopo tradizionale, inizierà l’anno del Bue (o Bufalo).
Il Capodanno è una delle ricorrenze più sentite in Cina, un periodo da dedicare interamente a sé stessi ed alla famiglia.
E così, le città si svuotano e si torna nei propri luoghi d’origine, con ogni mezzo di trasporto possibile, o ci si dedica un po’ al turismo ed alle bellezze del Paese.
Ma i cinesi sono tanti e se si spostano lo fanno spesso in gruppi numerosi.
Molto numerosi…
A chi non è mai capitato di vedere scene apocalittiche con folle oceaniche che prendono d’assalto, ad esempio, la Muraglia? Gente talmente stipata da non riuscire nemmeno a muoversi, nonostante gli spazi decisamente ampi!
O stazioni ferroviarie trasformate in enormi bivacchi, con persone che attendono per giorni di poter tornare a casa, spesso in zone rurali anche molto distanti.
Ecco, questa è l’ordinaria amministrazione di quei giorni di festa.
Ma per fortuna il Capodanno in Cina non è soltanto disagi e folla.
È anche e soprattutto tradizione e colore.
Il rosso, in particolare.
Quello delle lanterne, degli amuleti di buon augurio, il colore portafortuna per eccellenza insomma, per auspicare un anno positivo.
Il rosso è ovunque. Nelle case, per le strade, sui muri, nei supermercati! Un vero tripudio!Le città ne sono talmente inondate da risultare anche piuttosto pacchiane, ai nostri occhi occidentali.
Ma è la tradizione.
Come lo sono i fuochi d’artificio, vera e propria arte di cui i cinesi sono inventori e maestri, e che rischiarano e colorano queste notti di festa.
E come lo sono anche le danze del Drago e del Leone, gli acrobati, la musica ed il ritmo incessante dei tamburi.
Non ho mai assistito ai festeggiamenti per il Capodanno, nonostante in Cina ci sia stata più volte.
E di questo mi rammarico, perché credo che possa essere considerata un’esperienza assolutamente unica!
Ma c’è un altro aspetto importante, in questi giorni. Il cibo!
Perché, come ovunque nel mondo, la festa va sempre onorata anche a tavola.
E pure in questo i cinesi sono assoluti maestri!
Il cenone di Capodanno, in Cina è il pasto più importante dell’anno. Ed esiste tutta una simbologia che ruota attorno ai piatti da portare in tavola ed anche alla loro preparazione e presentazione.
Ovviamente, le tradizioni cambiano molto da Nord a Sud, ma ci sono alcuni cibi che assolutamente non possono mancare, soprattutto per ciò che simboleggiano. E vanno anche presentati in un certo modo.
Ad esempio, il pesce, che è una delle portate essenziali, deve essere posizionato con la testa in direzione dei commensali più anziani, che saranno anche i primi a servirsi.
È simbolo di prosperità e fortuna.
Oppure i ravioli, altro piatto immancabile, che simboleggia la ricchezza, e troviamo soprattutto sulle tavole del nord. Devono essere disposti in fila e non in cerchio, perché altrimenti vorrebbe dire che la vita gira su sé stessa, senza portare alcun miglioramento.

Nella loro preparazione è coinvolta tutta la famiglia, ognuno con il proprio compito, che deve essere portato a termine al meglio.
Inoltre, quanti più ravioli si mangiano a Capodanno, tanto più si diventerà ricchi nei mesi successivi.
Poi ci sono i tagliolini che simboleggiano la longevità, le palline di riso (unità familiare).

Ed anche le uova, simbolo di fertilità e nuova vita.
In particolare, in quest’occasione si mangiano delle uova marmorizzate al tè nero.
Buonissime e profumate. Una pietanza assolutamente “cinese” e relativamente poco conosciuta qui da noi, motivo per cui ho deciso di proporvela.
La preparazione è facilissima, ed allora, perché non provarla proprio in occasione di questa Festa di Primavera?
Sarebbe un modo carino per augurare un anno positivo ai nostri cari o a noi stessi (e sappiamo bene quanto ne avremmo bisogno in questo periodo!) ed insieme assaggiare un piatto davvero tipico di una cultura così ricca e complessa come quella cinese.
Guò nián hǎo (Felice Anno Nuovo)!

Uova al tè
Ingredienti per 3-4 persone
6 uova
3 cucchiai di foglie di tè nero
2-3 anici stellati
1 cucchiaino del mix di 5 spezie cinesi
2 cucchiai di salsa di soia chiara
1 cucchiaino di salsa di soia scura
1 cucchiaio di sale
Qualche fettina di zenzero fresco
Bollire le uova per circa 10 Min.
Toglierle dall’acqua e farle raffreddare.
Con un cucchiaio, picchettare delicatamente il guscio in modo da formare delle crepe ma non romperlo.
Rimettere le uova in una pentola e coprirle d’acqua (contate almeno un paio di cm al di sopra).
Aggiungere le foglie di tè, la salsa di soia, il sale, lo zenzero e le 5 spezie e portare ad ebollizione.
A questo punto, abbassare il fuoco al minimo e lasciar cuocere almeno per mezz’ora.
Al termine della cottura, potete lasciar raffreddare le uova nel tè, in modo da fare assorbire al meglio i sapori.
Una volta tolto il guscio, scoprirete un bellissimo effetto marmorizzato ed un gusto assolutamente unico.

